CALCIO

Juventus, Moggi su Vlahović: “Ci può stare, Chiesa arriva da lontano”

L’ex dirigente bianconero parla ai microfoni di Cose di Calcio: “Pur avendo dei giocatori di valore, la Juventus non ha interpreti, messi nelle condizioni di rendere al massimo”

Getty Images

 

Torna ad essere protagonista di una trasmissione Luciano Moggi. Dopo una lungo silenzio, l’ex dirigente della Juventus parla ai microfoni di "Cose di Calcio”, nel corso della trasmissione di "Radio Bianconera”. Moggi ha affrontato diverse tematiche, ecco qui - come riportato da Tuttomercatoweb - un estratto delle dichiarazioni dell’ex dirigente della Juve: ”Quest'anno ci sono delle prime squadre che, prima, non c'erano: queste sono Milan e Inter. Poi, c'è il Napoli, che è campione d'Italia. Poi ci sono tutte le altre, compresa la Juventus. Io mi auguro che, magari, prendendo spunto dal fatto che non avrà partite infrasettimanali, quando il calcio si farà più faticoso per quelli che avranno il doppio impegno, la Juventus possa arrivare in zona Champions. Se facciamo un rafforzo di forze in campo, credo che, con Milan, Inter e Napoli, non ci sia paragone".

Se la Juve sia una squadra da Scudetto: ”Se guardiamo la partita di domenica contro l'Empoli, diciamo di no assolutamente. Se guardiamo la partita con il Bologna, diciamo "nì". Guardando la prima partita contro l'Udinese, uno potrebbe essere tratto in inganno. La sostanza, però, è un'altra: pur avendo dei giocatori di valore, la Juventus non ha interpreti, messi nelle condizioni di rendere al massimo”.

Alla domanda: “Qual è il reparto più debole della Juventus di questa stagione?” Moggi è sicuro: “Il centrocampo: questo non permette agli attaccanti di ricevere palloni validi. e permette agli avversari di insinuarsi nell'area di rigore e di instaurare un uno contro uno. Ciò non è proponibile in una squadra che fa densità".

Moggi dice poi la sua su Vlahović e Chiesa: "Vlahović ci può stare, Chiesa arriva da lontano: quindi, non è un riempitivo d'area, ma è uno che può dire la sua, arrivando da lontano. Quindi, il problema di fondo qual è? Che c'è una punta e l'altra è di rimbalzo”. Prosegue poi Moggi: “Questa è una cosa che denota il fatto che la Juventus non è una squadra che fa la partita, ma subisce l'avversario; nel contrarre l'avversario, poi, può ripartire. Questa è la Juventus di ora: volere o non volere. Può giocare una bella partita a seconda di quello che fa l’avversario”, riporta Tuttomercatoweb.

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